“Dopo l’ultima esperienza, non riesco più a credere in me stessa. Mi rendo conto che mi sto autosabotando, portando i recruiter a non scegliermi”.

Prima di affrontare la ricerca di un nuovo lavoro, è fondamentale ri-acquisire la consapevolezza del proprio valore, in particolare dopo esperienze professionali negative che hanno minato la propria autostima.

Diversamente, il rischio è proprio quello di autosabotarsi, con una comunicazione errata nel cv o in fase di colloquio, e perdere delle opportunità professionali.

Il nostro valore non dipende da cosa pensano gli altri di noi, tantomeno da cosa pensa il nostro (ex) capo/responsabile o collega.

Prima di muoversi nel mercato del lavoro, è necessario fare pulizia.
Di giudizi negativi, critiche inopportune e commenti svalutanti, recuperando l’oggettività.

Avere consapevolezza del proprio valore e credere veramente al valore aggiunto che potremmo portare nella nuova azienda è fondamentale, prima ancora di presentarsi.

Se non crediamo noi stessi nel nostro potenziale, come possono crederci gli altri?

[Qualcosa è cambiato]

“Svolgo il lavoro che ho sempre desiderato, in un’azienda che mi ha permesso di crescere, ma da qualche anno non mi sento più soddisfatto… Eppure non è cambiato niente…”

In questi anni qualcosa sicuramente è cambiato: TU.

Nel tempo cambiano i nostri bisogni, le nostre esigenze, le nostre aspettative.

Cambiano le nostre competenze e le nostre ambizioni.

Ciò che fino a ieri sembrava sufficiente può cominciare a non bastare, perché oggi abbiamo bisogno di altro per sentirci realizzati e soddisfatti.

A cambiare è il nostro obiettivo professionale, perché siamo noi ad essere cambiati, oggi rispetto a ieri.

IL TUO VALORE

IL TUO VALORE non è il nome delle aziende per cui hai lavorato.

Enfatizzare il loro prestigio e i loro successi non ti aiuterà a trasmettere il tuo di valore.

Quando ti presenti nel mercato del lavoro parla di TE, racconta la tua storia professionale, chi sei oggi e come sei arrivato ad esserlo.

Parla dei tuoi risultati, delle tue realizzazioni, dei progetti portati a termine, dei tuoi successi.

Racconta quanto hai portato TU alle aziende prestigiose per cui hai lavorato, grazie alle TUE competenze ed esperienze.

L’azienda deve scegliere TE, per il tuo reale valore.

“Ho perso il lavoro. Mi sento inadeguato, inutile ed allo stesso tempo sfiduciato verso le altre aziende!”

La perdita di un lavoro, improvvisa o annunciata, è quasi sempre accompagnata da sentimenti di rabbia e rancore per il torto subito, ma anche dalla perdita di fiducia verso se stessi e verso le altre aziende.

Il lavoro ricopre per noi un ruolo importante, inevitabilmente e per cultura contribuisce a definire l’immagine che abbiamo di noi stessi, della nostra identità (utilità) sociale.

Per questo, prima di avviare una nuova ricerca, è fondamentale DARSI TEMPO.

Per elaborare la chiusura del rapporto. Diversamente, i sentimenti provati rischiano di emergere in fase di colloquio.

Per gestire la sensazione di perdita di valore. È importante prendere consapevolezza che noi siamo molto di più del nostro lavoro, che possediamo competenze e un valore che vanno oltre il ruolo ricoperto o l’azienda per cui abbiamo lavorato.

Per cambiare prospettiva. Ogni momento di crisi può essere un’opportunità di crescita, di sviluppo personale e professionale. Può essere un’occasione di rivalsa, per ambire ad un ruolo superiore o differente.

Trucchi, pozioni e incantesimi … per trovare un Lavoro?

Per trovare un nuovo lavoro non è necessario seguire una scuola di magia.

Non esistono trucchi e incantesimi, tantomeno espedienti da utilizzare per ingannare i cattivi Recruiter.

  • Esiste un metodo, che si può apprendere.
  • Esistono la motivazione, la costanza, l’impegno e la determinazione, per cui si può ricevere un supporto.
  • Esiste la consapevolezza, la capacità di auto-analisi, di saper riconoscere il proprio valore e di sapersi raccontare, in maniera chiara ed esausiva.
  • Esiste la capacità di mettersi in discussione, di farsi domande e cercare risposte, per migliorare la propria strategia.
  • Esiste l’umiltà di accettare che forse si sta sbagliando qualcosa, che in parte l’andamento della ricerca dipende da noi. Ma allo stesso tempo la consapevolezza che questa è la nostra fortuna, perché abbiamo il potere di migliorare i risultati.
  • Esiste la capacità di saper riconoscere i propri limiti, di chiedere aiuto ad un esperto per imparare e per non sentirsi soli di fronte alle difficoltà. Perché tutto ciò che non si conosce spaventa, appare sempre più difficile di quello che effettivamente è e spesso un confronto può dare sicurezza.
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